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Il lungo viaggio verso Venezia


E’ passata qualche settimana ormai da quando ho aggiornato l’ultima volta il blog. Prima di partire per le ferie non ho trovato il momento di inserire un post che avrei voluto scrivere e poi, al rientro, mi è passata un po’ la voglia di mettere nero su bianco tempi ed allenamenti, di stare ad aggiornare il blog regolarmente. Ma adesso rieccomi qui.
Ne son passati di Km sotto le suole, nel frattempo! Intensi, divertenti, faticosi.
Come forse ricordate avevo deciso prima delle ferie di provare a preparare la Maratona di Venezia: le prime settimane di preparazione le ho svolte durante la bella vacanza passata in Sardegna con Luca (Un Passo dopo l’altro) e rispettive famiglie. Di quelle due settimane conservo dei bellissimi ricordi di allenamenti all’alba, alcuni per la verità piuttosto duri – visto che all’inizio della preparazione sentivo comunque abbastanza difficile trovare le sensazioni giuste al ritmo gara e non solo. Per di più stavo correndo su percorsi ricchi, anzi ricchissimi, di saliscendi che ti spezzavano prima le gambe e poi il fiato.
Qualche acciacco di adattamento al chilometraggio caratteristico della preparazione alla maratona – sempre intorno agli 80 – 100 km settimanali – non mi ha fortunatamente fermato.
Al ritorno a casa, nonstante mi aspettassi di riuscire a correre con più facilità in virtù del “potenziamento” sardo, ho patito abbastanza a tenere botta con i ritmi d’allenamento, complice l’elevata umidità padana di fine Agosto.
E’ stato un Agosto caldo, sudato, divertente, durante il quale ho iniziato a riscoprire le piacevoli endorfine dei lunghi. Nel corso del mese i 350 km percorsi hanno gettato le fondamenta della preparazione verso Venezia.
Son poi arrivati i primi giorni di fresco, che come ho letto da qualche parte possono essere a pieno titolo inseriti nella lista degli agenti dopanti. Evviva il fresco, abbasso il caldo umido.
Ritrovo così una facilità di corsa che nelle settimane precedenti avevo scordato – il piacere di sudare per la fatica dei km percorsi ma senza l’affanno di quell’umidità che ti fa annaspare dopo pochi minuti di corsa seppur facile.
Con i primi freschi anche il primo lunghissimo mi da buone sensazioni, di quelle che ti danno un po’ di sano ottimismo.
Ecco però che l’imprevisto, o meglio l’errore, è dietro l’angolo. Per esigenze di calendario decido di invertire l’ordine di un paio di allenamenti del fine settimana, anticipando di una settimana un bigiornaliero, al quale segue un altro allenamento il giorno successivo per 50km nel giro di 24 ore, il tutto condito con delle scarpe ormai scariche oltre i 900 km.
Inizia quindi un fastidio all’altezza del polpaccio, come tendineo – che si presenta soprattuto a salire e scendere le scale. Provo ad allenarmi ma non passa, anche se non peggiora di molto.
Inizio a farmela sotto e mi metto quindi a riposo, saltando ben tre allenamenti, di cui uno del fine settimana, durante i lunghissimi cinque giorni di riposo. Nel frattempo arnica anche per lavare i denti, acqua calda e fredda e qualche massaggio cercando di ripristinare la situazione.
Niente da fare, il fastidio persiste, ed i (profondi) massaggi che cercano di sbloccare la situazione sembra che abbiano solo effetto traumatizzante sul soleo, da dove sembra partire il tutto.
Al quinto giorno di riposo ho ormai quasi abbandonato ogni speranza di poter riprendere l’allenamento ed inizio a salutare l’idea di poter correre a Venezia a fine Ottobre. Come girano in questi casi lo sappiamo solo noi, dovremmo sapere che fa parte del gioco ma no, inutile fingere, in questi casi siamo delle anime in pena.
Alché una bella mattina decido di provare comunque, mi sveglio un po’ più tardi del solito e mi vesto per uscire a correre, con poche speranze a dire il vero. I due scalini che mi portano verso il cancello mi ricordano il fastidio di tipo tendineo, un po’ subdolo, che non mi vuol mollare.
All’inizio della corsa il fastidio persiste, ma dopo solo un centinaio di metri non avverto più niente, grande sensazione. Dopo il canonico km di riscaldamento mi fermo per valutare eventuali fastidi per non peggiorare una situazione che comunque sarebbe difficile peggiorare: se oggi mi alleno è perché lo considero l’ultimo tram per Venezia, o la va o la spacca.
Con sorpresa sembra andare tutto bene e con grande sollievo ed un po’ di stupore mi riprendo quelle sensazioni di corsa lenta che mi mancavano solo da qualche giorno ma che sembravano già tanto lontane. Dodici km di pura goduria, assaportati uno per uno. Al rientro, a parte un po’ di rigidità al polpaccio a causa anche del soleo ancora offeso dai massaggi, nessuna traccia di quel dolore dal sapore tendineo.
E così’, con circorspezione riprendo ad allenarmi proprio quando le speranze sembravano perdute e tutta la preparazione sembrava andata a farsi benedire. A volte evidentemente bisogna proprio provare a correrci sopra e vedere come va.
Provo nel giorno successivo un 8 x 1000, poi un’altra corsa lenta, tutto ok. E poi, domenica scorsa, il vero test – quello che attendi al varco: il primo lunghissimo alla tergat, di 32 km – toccherà a lui l’attesa sentenza.
E’ stato un allenamento intenso, come tutti i lunghissimi, ma molto gratificante. Con mio grande piacere anche questo allenamento sembra confermare che il fastidio è passato e che le gambe ci sono, che la preparazione non se la sono scordata.
Vediamo come reagiscono muscoli e tendini nei prossimi giorni, ma direi che al momento posso guardare con fiducia al prossimo 24 Ottobre.
Il mio compleanno sarà il 26, e due giorni prima non nascono che mi piacerebbe farmi un regalo, a Venezia.

15 commenti:

Micio1970 ha detto...

Credici ... se il dolore è passato difficilmente tornerà. Gli allenamenti bi-giornalieri o ravvicinati sono i più pericolosi ... utili ma maolto rischiosi

Fatdaddy ha detto...

Se tu fossi a Venezia sarebbe bellissimo, prima di tutto perchè significherebbe la totale guarigione dai malanni, secondo perchè riuscirei a farti gli inboccallupo dal vivo!
In ogni caso, inizia a farti crescere i baffi:

http://loblogtomizzato.blogspot.com/2010/09/una-maratonacoi-baffi.html

:)))

Patty ha detto...

ti auguro di farti un bel regalo ma, anche se denoto che sei attento, ascolta il corpo perchè i primi sono segnali poi arriva il peggio ( stesso mio problema di Venezia dello scorso anno......CHE PORTI SFORTUNA STA MARATONA????)
CIAO

Diego ha detto...

Parlavo proprio ieri sera di voi con Mirella....potevi farci stare dentro la Stralugano, così ci incontravamo.

Un caro saluto a tutta la famiglia !

theyogi ha detto...

toh, il mostro dell'est alla riscossa! ;)) ci si rivede a VE.....

Lucky73 ha detto...

Bentonato! MA RISPONDI ALLE EMAIL :-))))

Cosa ci tirerai fuori dal cilindro per Venezia ?

Paolo "Cibulo" ha detto...

@Micio
sperem! Concordo sui bigiornalieri..ma mi piacciono assai :D

@Marcello
eh, ma io i baffi già ce li ho, barbetta inclusa :D

@Patty
ascoltarsi sempre, ma ogni tanto non basta in effetti. Comunque una grattatina me la dò :O

@Diego
ciao Diego! Mi fa piacere vedere che hai ripreso...ho letto delle corse siciliane :D Per la Stralugano se non sbaglio ho tempo fino a domani....quasi quasi....
Avrei un 3 x 7000 a RG che potrei condire con un po' di riscaldamento e defaticamento..
Ne parlo con il capo e vedo :D

@Marco
mostro...sempre in vena di complimenti tu! :D Ma non chiedermi di stare a tavola con te la sera prima!

@Lucky
in effetti ho latitato un po' :O
Per Venezia? Vorrei stare sotto le 3h10. Vediamo ;)

theyogi ha detto...

lo farei eccome, ma purtroppo non ci sarà il modo....

Oliver ha detto...

Oila bentornato! Mi chiedevo giusto che fine avessi fatto... le scarpe, mi cadi sulle scarpe... ma proprio come i principianti... ;D Facci qualche km in meno piuttosto ma cambiale di frequente, scarpe scariche, bigiornaliero e km per la maratona sono un pessimo trio...
Bigiornaliero... mi vuoi battere i keniani per caso?

Luca "Ginko" ha detto...

Ben riassunte queste lunghe settimane! La buona notizia la sapevo già, letta qui ha un altro sapore. Ben tornato sul web.

MauroB2R ha detto...

Che bello tornare a leggere il tuo blog...direi che il rischio c'è sempre. a volte bisogna essere un pò coraggiosi e provare, o la va o la spacca.
in bocca al lupo Paolo!!

Tosto ha detto...

ce la farai, pian pianino ma ce la farai.
Ps e poi neanche tanto pian pianino :)

lello ha detto...

BENTORNATO PAOLO , IL RISCHIO DI INFORTUNIO PURTOPPO C'E' SEMPRE , MA VEDRAI CHE UNA VOLTA PASSATO ..... ORA SI VOLA ANCORA E IL REGALO DI COMPLEANNO ARRIVERA'

arirun ha detto...

Veramente hai fatto i gargarismi con l'arnica??Mi permetto di scherzare solo perchè leggo un leggero entusiasmo.Comunque il lavoro fatto prima o poi torna e paga è il non partecipare alla gara che rode!Pensa quando hai in tasca un pacchetto viaggio oltre oceano quanto ci si "tocca"!Ha sei della bilancia,la regolarità è il tuo pane consegue ottimo ritmo maratona ;)

Alvin ha detto...

Bentornao uomo, allora ci si conosce a Venezia, finalmente, guarda, fatti due conti, io e Filippo (una altro blogger) dovremo tenere un ritmo intorno ai 4:25 almeno fino ai 30 e poi bo... e dici, aggiungiamo un posto a tavola!!!