11

25a VeniceMarathon: analisi della gara


Esaurite le endorfine in circolo, con il progressivo spegnersi dell’euforia postmaratona, vorrei cercare di analizzare a mente fredda quanto successo, ma stavolta senza basarmi sulle sensazioni quanto sui freddi numeri e provando a sviluppare una sorta di analisi più o meno “tecnica” della mia gara.
Sicuramente sono soddisfatto del tempo ottenuto in maratona, un 3:04:24” che tengo stretto e che tuttavia merita di essere guardato più da vicino. Non è tutto oro ciò che luccica.

Analizzando il risultato nel suo complesso non ci vuol molto a determinare che corrisponde ad un RG di 4'22" al Km.
Il primo aspetto è che come al solito, già successo a Roma, c'è un divario tra quello che è stata poi la media effettiva e quella su cui "pensavo di lavorare" in corsa - a causa dello sfasamento tra il Garmin ed i vari Km segnati sul percorso. Infatti il mio Garmin ha misurato 400 metri circa in più e fin dal secondo km ho sempre "pensato" di andare tra i 4'19" ed i 4'20" al km.
Come detto nel post della maratona, a quei ritmi consideravo buono ogni risultato e quindi ho prestato poca attenzione ai tempi dei passaggi - senza mai guardarli e correndo mentalmente "in dissociazione" e dando solo degli sguardi al passo medio.
Tuttavia, se voglio migliorare penso di dover prendere coscienza di questo aspetto e fare molta più attenzione ai tempi cronometrici perlomeno in corrispondenza dei passaggi "chiave" - come il km 5, 10 e 21 tanto per citarne alcuni.
Insomma, se non ho un tempo "obiettivo" da centrare posso anche permettermi di correre così, distraendo la mente e lasciando passare il tempo, ma quando il discorso è diverso penso ci voglia molta più accortezza.
In questo senso il correre pensando ad altro, in dissociazione, mi ha consentito di presentarmi mentalmente "fresco" sul Ponte della Libertà, ma a ben vedere potrebbe anche essere stato un limite vista l'insufficiente attenzione prestata all'orologio. Con un po' di coscienza in più avrei potuto fare un po' meglio nella seconda parte ed in occasione di qualche km.
Riguardando in effetti i giri del Garmin, trovo un'ottima regolarità fino al km 25 circa, poi un paio di km di 5 - 10 secondi più lenti, per poi riprendere regolare fino al km 38, dove inizio nuovamente a perdere 4-5 secondi al km fino a 500 metri prima del traguardo quando schizzo a 3'55". Se avessi visto i giri al km più lenti forse avrei avuto un minimo di reazione in più.

Guardando l'immagine nel suo insieme, un RG di 4'22" rimane un buon risultato per la mia seconda maratona, ma niente di incredibile se rapportato all'allenamento che ho condotto nelle 12 settimane precedenti.
Il RG iniziale, che avevo impostato proprio a 4'22"/4'23", era stato determinato dal test di Albanesi di 3 x 5.000 con recupero di 4' da fermo, in una fresca giornata di fine Luglio. Avevo tenuto una media uniforme nelle 3 serie di 3'54" e trasformando il tempo in secondi aggiungendo un 10% ho ottenuto un RG di 4'19" - da ritoccare poi di 3-4 secondi al km in considerazione della scarsa esperienza sulla distanza. Qualche allenamento mi aveva fatto dubitare di poterlo mantenere, ma poi con il progredire della preparazione le indicazioni erano migliorate. In particolare i lunghissimi sembravano essere andati bene.
Albanesi come saprete fa correre i lunghissimi "chiave" ad un ritmo svelto (RG + 7). Mi ero ritrovato a correre (secondo il Garmin) il Lunghissimo di 32 km con una media di 4'27" ed il Lunghissimo di 35 km con una media di 4'25", riuscendo in entrambi i casi a chiudere l'ultimo km a RG -20 come da indicazioni, ovvero "alla Tergat". Ciò mi aveva dato fiducia per abbassare il RG a 4'20", a livello di testa, pur senza mai fare una proiezione sul tempo finale previsto - perché in sostanza consideravo che non mi cambiasse poi granché (con il senno di poi, un discorso un po' superficiale).
Alla luce di ciò...vero che in maratona nulla è scontato, che la gara può essere piena di sorprese, che la preparazione è lunga e impegnativa, vero dunque che continuo a considerare Venezia un buon risultato, ma anche vero che è stato un "procedere" a raccogliere i frutti dell'allenamento svolto.

Vediamo ora come è maturato il tempo conseguito, con l'analisi dei passaggi registrati dal chip - considerando il real time ovviamente.
Il passaggio al km 5 avviene in 21'36" - appena sotto i 4'20" - benone quindi, ed in questo caso i km avevano perfetta corrispondenza con il Garmin mio e di Alvin.
Con il decimo km la media inizia ad alzarsi leggermente: 43'33" - 4'21" di media, il Garmin inizia a perdere qualche metro ma nel complesso tutto ok - perdiamo un 20 secondi sul parziale dei 5 km precedenti. Tra il 10 ed il 15 il parziale segna 21'52", quindi leggermente meglio che tra il 10 ed il 15 ma sostanzialmente regolare.
Il passaggio "chiave" alla Mezza, a Marghera, avviene in 1:31:44 - media 4'21".
A Mestre, al passaggio del km 25 - 1:48:56, sempre 4':21". Tra questo passaggio ed il parco San Giuliano che segna il km 30 il parziale indica 22:02. E' qui che, senza accorgermene minimamente, cedo qualche secondo e passo ai 4'22".
Probabilmente il sottopasso di Mestre mi ha un po' scombinato i piani, un po' rompendo il ritmo, un po' lasciandomi senza riferimenti cronometrici per qualche minuto. Forse anche le prime salite ed il ponte che ci hanno condotto nel Parco San Giuliano hanno portato via qualcosa.
Sorprendentemente il parziale successivo tra il km 30 ed il 35 - che si corre quasi per intero nello spoglio e poco accogliente Parco San Giuliano - va un po' meglio: 21:50, secondo solo al parziale tra lo start ed il km 5. Forse perché "mentalmente" preparato al fatto che qui iniziava la parte veramente difficile.
Tra il Ponte della Libertà (35esimo) e l'ingresso a Venezia (40esimo) l'intertempo segna 22:38 - il più lento. Vero che è anche il passaggio più difficile - in una maratona in generale ed anche nello specifico per Venezia: il Ponte della Libertà, con quel vento freddo non è per niente agevole. Penso tuttavia che parte di questo "ritardo" sia stato accumulato verso la parte finale del parziale, in prossimità dell'arrivo a Venezia. Ad ogni modo a livello di sensazioni fino a circa il 38-39 esimo mi è sembrato di stare bene ed averne, forse ci voleva qui un po' più di attenzione all'orologio, ma facile a dirsi ora, lì pensavo al traguardo e basta. La media complessiva al 40 esimo scivolava dunque a 4'23" al km.
Evidentemente un po' ne avevo ancora, perché gli ultimi 2195 metri hanno segnato un parziale di 08:56 - ad una media di 4'04". Questo è un parziale che mi fa ben sperare, anche perché pur essendo la parte più "esaltante" della Maratona è pur sempre abbastanza impegnativa con i suoi ponti. La progressione finale mi ha consentito di fissare definitivamente la media finale a 4'22"km - pur se il mio Garmin era fisso sui 4'20" come ribadito in precedenza.
Se diamo uno sguardo d'insieme al passaggio chiave della Mezza, 1:31:44 - è facile calcolare che ho corso la seconda parte in 1:32:40. Niente "negative split" queste volta dunque, peccato. Ma bisogna anche considerare che la prima parte della Maratona di Venezia è decisamente più agevole della seconda parte, ed in ragione di questo penso di poter considerare questi 56 secondi di ritardo nella seconda frazione - poco più di 2,5 secondi al km - quasi "fisiologici".
In sostanza, penso di poter essere soddisfatto della condotta di gara intesa come regolarità complessiva, poiché anche in considerazione del percorso, posso considerare di aver corso le due metà quasi uguali.

In definitiva, soddisfatto del risultato sicuramente, ma forse per "come sono fatto io", non penso di non aver commesso errori, anzi. Mi augurò possa servire per migliorare nel futuro.

Direi che le argomentazioni relative al post maratona ed ai rilievi cronometrici possono considerarsi esaurite, ma rimango tutto orecchi per le vostre.

11 commenti:

Lucky73 ha detto...

Il Garmin è un ottimo compagno di allenamento, ma soprattutto negli ultimi tempi ho notato che "sgarra" parecchio!

Per le gare però io sono per il vecchio e valido cronometro da lappare ogni km o per la maratona ogni 5K ...

Gran gara cmq Paolo e prevedo presto l'abbattimento del muro delle 3 ore, te lo auguro!

Oliver ha detto...

Mmmm, ciao Paolo, nelle tue righe mi colpiscono 2 cose, la dipendenza dal Garmin e una conseguente ridotta sensibilità al ritmo. Che in maratona fa la differenza. Hai mai notato che sei fai una gara senza orologio, o delle ripetute vai più forte? Il garmin è utile, ma in gara devi avere più certezze "tue" secondo me, devi sentire che stai andando al ritmo corretto, imparando negli allenamenti, e verificarlo coi cartelli gara (che dovrebbero essere misurati con la rotella metrica, e quindi certi). Poi il Garmin ti aiuta, ma poi.
Sono finezze, esperienza, ma a volte quei pochi secondi che fanno un PB o non lo fanno, nascono da qui. Comunque complimenti per il tuo tempo!

theyogi ha detto...

guardando per gioco i filmati (su tds) di qualche amico, ho notato la tua corsa sciolta ed elegante: secondo me è il garmin che dovrebbe dipendere da te! :)

Micio1970 ha detto...

Ottima analisi, ottima maratona. Una osservazione: il garmin in effetti non andrebbe usato in gara per il pericolo di disallineamento che porta. Basta il cronometro e le segnalazioni. Io lo uso solo perchè è collegato al cardio ... ma anche questa info in gara è abbastanza inutile. Vali già di meno visto il finale ma già togliere 10' da una mara all'altra è qualcosa di grandioso: andare oltre sarebbe stato rischioso

Marines ha detto...

Complimenti ancora per la tua prestazione.....

Vedendoti sul video della maratona,si parlava con Alvin,sembrava che all'arrivo tu ne avevi ancora........

Cazzo come hai sprintato!!!!!

A BUMBAZZZZZZZZZAAAAAAAAA

Diego ha detto...

Infatti io in gara non mi fido mai del garmin (lo uso come cronometro).

Le tabelle di albanesi le trovo troppo impegnative, a livello amatoriale ci si può allenare faticando meno ed ottenendo gli stessi risultati.....

Ciaooo !

MauroB2R ha detto...

Paolo sei una macchina, oltre che nel correre, anche nello scrivere.
Arrivare al 40esimo ed averne ancora è, secondo me, il miglior risultato in assoluto.
Mi solletica quel test 3x5000...

Marco "Zanger" ha detto...

Complimenti per l'analisi (oltre che la stupenda gara!).

Vai cosi'!

Alvin ha detto...

Lucida analisi, il finale di Venezia dicono mangi circa 25 secondi ai TOP...ma loo corrono per mangiare... NOI: MANGIAMO PER CORRERE...

Fidati hai fatto un garone!!!

Grazie per le info su ALBA...

arirun ha detto...

Io Paolo mi impongo sempre di controllare i passaggi ogni 5km poi alla fine sono le gambe a decidere! se ne hanno ci pensano loro a stare in media ma se non è il suo giorno puoi guardare il garmin anche ogni 200m che non ti schiodi dal passo sotto tabella neanche se viene a spingerti albanesi...Bella analisi e fantastica regolarità indice di una condotta di gara perfeta!

Paolo "Cibulo" ha detto...

@Lucky
hai ragione, è il metodo migliore quello di lappare ogni 5k. Spero alla prossima di riuscire a gestire la situazione in modo migliore....per il muro...bisognerà allenarsi bene, trovare la giornata giusta, essere in forma.

@Oliver
ciao Oliver...non è che sia proprio una "dipendenza", ma certamente mi influenza. Conta che parlavo di una differenza tra passo del garmin e passo "reale" di 2 secondi al km - abbastanza difficile da percepire nelle gambe. Sul ritmo invece mi sembra di avere una discreta sensibilità, nel senso che quando le gambe lo memorizzano e decido di mantenerlo vedo che riesco ad essere costante anche senza guardare appunto gli intertempi sul garmin.
Ad ogni modo, tutta esperienza e con il tempo si spera sempre di migliorare imparando dagli errori ;)

@yogi
sciolta...mmm è un termine insidioso questo :D Mi fa piacere tu abbia visto l'arrivo.

@Micio
commento preciso e pertinente come sempre il tuo. In effetti forse spingere ulteriormente avrebbe potuto essere anche rischioso. Contando che a 15 giorni dalla gara non mi sembra di essermi ancora ripreso per bene...
Per il cardio...io a questo giro di preparazione non l'ho proprio mai usato. Non son convinto abbia un'effettiva utilità basarsi sui bpm per gli allenamenti in modo continuato e meno per le gare.

@Marines
grazie, ma inutile nascondere che anche correre con Alvin è stato di grande aiuto!

@Diego
eh, tu la sai lunga hombre...alla prossima spero di essere più attento a questo aspetto.
Per quanto riguarda la tabella di albanesi, io per la seconda volta mi son trovato bene: penso che se uno riesce a seguirla senza rompersi, allora può correre la maratona con una buona autonomia.

@Mauro
Il test è interessante, ma è anche abbastanza impegnativo, non lo farei troppo a ridosso di una gara, son pure sempre 15k senza risparmiarsi.

@Marco
grazie!

@Alvin
già, mangiamo per correre :D
Mi fido di quel che dici uomo, se dici che magna 25 secondi ai top chissà a noi :)
Niente di che per le info sulla tabella, comunque è tutto sul sito - per ogni cosa sono a tua disposisiù.

@Kri
grazie per i complimenti, Mr. Major!
In effetti uno può anche controllare tutti gli intertempi, ma se le gambe o il fiato non ci sono...resta però una cosa in più da cercare di saper gestire in gara.